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PSICOSOMATICA PER IMPARARE A PESCARE… ANCHE DA SOLI.
Di psicosomatica si parla molto ultimamente, probabilmente perché ognuno fa esperienza sulla propria pelle che ammalarsi non é un fenomeno solamente fisico, ma qualcosa che coinvolge molto altro. Sentirsi bene, inoltre, é un concetto molto più ampio di “star bene”, se per “star bene” ci si riferisce ad una condizione di assenza di sintomi fisici. Ogni giorno sentiamo quanto le emozioni ed i nostri stati d’animo incidano sulle nostre condizioni fisiche e psichiche e, di converso, quanto un disagio fisico condizioni inevitabilmente anche la nostra serenità emotiva. Ecco perché é impossibile tracciare una linea netta tra mente e corpo. La paura, l’amore, il disagio, l’ansia, lo stress.. sono condizioni psichiche o fisiche? Forse, in un primo momento, per la nostra educazione, ci verrebbe da dire.. psichiche! Sono sensazioni…. eppure.. a pensarci bene.. sono accompagnate da una serie di “sintomi” conseguenti ad attivazioni invece profondamente biologiche (e quindi fisiche). Tutti, più o meno, sappiamo inoltre che un atteggiamento positivo, la voglia di farcela, di star bene e di vivere, in qualche modo, propiziano una guarigione più pronta e veloce. Già… ma come? Anche questo ci sfugge. Sappiamo che la mente quindi, può influenzare le dinamiche fisiche, ma dobbiamo stare molto attenti a non confondere questa possibilità di collaborazione con, invece, il “controllo” che spesso ci illudiamo che la testa possa avere sul cuore (ovvero sulle nostre emozioni). Il corpo, infatti, sembra ribellarsi spesso e volentieri a ciò che la mente comanda; razionalmente dovremmo sentirci in un modo eppure ci sentiamo in un altro. La limitatezza della nostra volontà cosciente mostra tutti i suoi limiti nelle patologie: per quanto noi “ordiniamo” ad una determinata zona di guarire, questa pare avere una sua autonomia che spesso smentisce le nostre aspettative precipitandoci in un irrimediabile senso di impotenza e fatalismo. Forse pensare di “comandare” la pancia, o il corpo che dir si voglia, non é il modo giusto per agire: “Il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce” diceva Umberto Eco, ed é questa, una bellissima frase che se amplificata, ci fa capire come sia necessario ampliare la nostra consapevolezza per capire cosa guida il corpo, occorre acquisire conoscenze di aspetti e di dinamiche anche profondamente biologiche, psiconeuroendocrinoimmunologiche, occorre sondare con la consapevolezza qualcosa che prima era sconosciuto ed accettare la limitatezza del nostro controllo, abbandonando i “deliri di onnipotenza” ed accettando di accogliere anche aspetti che non riusciamo a comprendere. Occorre porsi in ascolto profondo ed avere strumenti per farlo. Mente e corpo parlano linguaggi di versi: ci esprimiamo psicologicamente attraverso parole e fisicamente attraverso espressioni e comportamenti. Ma, anche qui, é difficile capire dove finisca l’aspetto psicologico ed inizi quello biologico, ciò che però possiamo osservare é come questi diversi linguaggi siano rappresentativi di qualcosa che abbiamo dentro, ovvero come stiano al posto di qualcos’altro, in altre parole, di quanto siano simbolici. Ed il rischio, come tutti i simboli, é quello di essere “interpretati” soggettivamente, e non esiste nulla di meno confutabile, discutibile e scientifico di un’interpretazione. Ed ecco perché la “lettura” di uno stesso sintomo troverà tante versioni diverse quante saranno le persone chiamate ad interpretarlo; ognuna tenderà infatti ad esprimere ciò che quel sintomo rappresenta per lei. E’ importante, invece, che la persona sia informata su ciò che esattamente sta accadendo per poter lei stessa interpretare ciò che le succede e trovarne il senso profondo e valido per il proprio contesto, il proprio ambiente, .le proprie relazioni, la propria cultura, la propria vita e, ovviamente, il proprio corpo. Solo questo può costituire una strada verso la propria indipendenza e la propria evoluzione personale, che regali, come direbbe qualcuno, non il pesce, ma la canna per pescarlo.
Dott.ssa Silvia Caldironi

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