EVOLUZIONE
BENESSERE COME EVOLUZIONE E CRESCITA PERSONALE
La domanda sorge spontanea. Cosa c’entrano la cultura, la formazione personale, la consapevolezza con la salute? La risposta é altrettanto immediata. Sapere significa aprirsi al mondo e divenire a mano a mano più indipendenti e liberi, o per lo meno decidere come, se, e quando affidarsi a qualcuno, senza necessariamente dipenderne. Non a caso il sapere é un’arma che ha sempre spaventato la politica ed i poteri economici forti, perché fa rima con minore possibilità di controllo sulle persone, che, se istruite, tendono a comportarsi scomodamente in modo critico e meno prevedibile. I giudizi, i pregiudizi, le categorizzazioni e gli odi razziali o verso gruppi di persone, sono meravigliose armi politiche che spostano l’attenzione sociale e canalizzano le rabbie e le repressioni altrove, lasciando in ombra ciò che deve rimanere tale. In fondo, ognuno nel suo piccolo, fa esperienza di ciò che implica “conoscere”. Conoscere le persone limita moltissimo certe pratiche che ledono l’altro (come, ad esempio, rubare o negare l’aiuto), ed abbassa notevolmente i pregiudizi (chi tra coloro che sono stati accolti dall’entusiasmante calore meridionale quando verteva in stato di bisogno, é ancora pronto ad appellare dispregiativamente chi lo ha soccorso, terrone?!). Non é allora necessaria una grande mente per comprendere quanto conoscere significhi, nel concreto, mettere in discussione i propri giudizi, i propri sistemi di riferimento, i propri paradigmi esistenziali. E non é questa già una crescita? In sintesi, sapere significa assumere una parte attiva nella propria vita e nel mondo, attenuare le dipendenze, acquisire gli strumenti per aprire confronti con altri sempre più significativi e profondi e scoprire sensi, profumi e colori che altrimenti, non saremmo mai stati in grado di cogliere. In ambito psicosomatico, conoscere significa comprendere il senso profondo di ciò che ci sta succedendo, significa mettere in discussione il modo in cui siamo stati fino ad ora, se ci ha portato ad ammalarci ed essere pronti a far di un limite un’opportunità. I sintomi, dal più grande e preoccupante al più piccolo, sono un modo fantastico per inaugurare un processo di crescita; riportano forzatamente l’attenzione su noi stessi, mettono in discussione le nostre certezze, ci obbligano a non ignorarci più, ci rendono più profondi ed attenti alle piccole cose e ci fanno capire che l’appuntamento con noi stessi non può più aspettare. Eppure, molti di noi, si ritrovano troppo fragili per affrontarsi, per cogliere il lamento del corpo, e cercano disperatamente qualcosa che metta a tacere il segnale, finendo per rimandare un disagio che comunque tornerà a bussare alla porta prima o poi, magari sotto un’altra forma, o forse, sempre con la stessa. Banalizzando la portata psicofisica di un problema, crediamo di “agire” un allontanamento rispetto a certe “sciocchezze” (quali , ad esempio, proprio il coinvolgimento di una motivazione esistenziale profonda nel formarsi del sintomo), mentre, probabilmente, inconsciamente lo subiamo; ci stiamo semplicemente difendendo, e trovano una motivazione per farlo. Il termine stesso “emozione”, significa etimologicamente “emos” (sangue) ed “agere” (agire in latino) ed é buffo che una persona che utilizzi consciamente la parola “emozione”, neghi la valenza somatica della stessa, quando sta incosciamente affermando il contrario! Nel nostro linguaggio, sono sepolti significati profondissimi che guidano il nostro agire ed il nostro modo di emozionarci, di pensare e di essere. La pubblicità ne ha fatto un business miliardario. Analizzando il linguaggio, capiamo di “sapere ” tantissime cose che non sappiamo di sapere (eppure le utilizziamo), esattamente come viviamo non sapendo (consciamente) assolutamente come diavolo si fa. La psicologia dei processi identitari ci ha dimostrato che tendiamo inconsciamente a “bocciare” tutto ciò che potrebbe indebolirci, mettere a rischio il nostro equilibrio. Ecco perché potremmo fare un percorso di crescita ed, in definitiva, un passo verso tutte le parti di noi che ancora non conosciamo, solo quando avremo un equilibrio tale da abbassare le difese e metterci davvero in cammino per ritrovarci.
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